Contratto di agenzia, esclusiva e provvigioni indirette

Il contratto

Il diritto dell’agente alle provvigioni è disciplinato all’art. 1748 c.c.

Nello specifico tale articolo prevede che:

  1. Per tutti gli affari conclusi durante il contratto l’agente ha diritto alla provvigione quando l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento.
  2. La provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente con terzi che l’agente aveva in precedenza acquisito come clienti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppo di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito.

È pacifico, quindi, che qualora nel contratto venga stipulata una clausola di esclusiva l’agente ha diritto al pagamento delle provvigioni per gli affari conclusi dal preponente con terzi.

Meno pacifica è la questione se la provvigione per gli affari indiretti spetti all’agente della zona dove il cliente poi di fatto invierà la merce per la rivendita (punti vendita).

In difetto di accordo, se i contratti vengono conclusi presso la sede della cliente e poi è quest’ultimo che distribuisce i prodotti alle proprie filiali/punti vendita si pensa essere preferibile la tesi della provvigione riconosciuta all’agente dove ha sede il cliente, irrilevante essendo dove poi il contratto viene eseguito.[1]

Diverso potrebbe essere il caso se il cliente venisse direttamente dal preponente la merce e poi la commercializzasse al pubblico come grossista attraverso i propri punti vendita.

In questo caso, se il contratto fosse concluso in Italia, presso la sede del preponente, si potrebbe (uso il condizionale) sostenere la tesi secondo la quale:

Il diritto dell’agente a conseguire le provvigioni per le vendite concluse direttamente dal preponente nella zona riservata allo stesso agente, ex art. 1748, comma 2, c.c., presuppone che si tratti di vendite concluse da un soggetto, appunto il preponente, in immediato rapporto con la controparte acquirente, nelle quali, cioè, lo scambio fra le prestazioni corrispettive avvenga in maniera immediata e diretta tra le due parti, senza l’intervento di soggetti interposti e senza ulteriori passaggi intermedi. (Nella specie, la S.C. ha annullato la sentenza di merito che aveva riconosciuto la provvigione in relazione a vendite effettuate da un grossista, che aveva acquistato i prodotti commerciati presso il preponente e li aveva successivamente posti in vendita al dettaglio mediante propri venditori).[2]

Di diverso avviso, peraltro, è parte della dottrina, la quale ritiene che l’art. 1748 c.c. nell’attuale versione (la sentenza di cui sopra si riferisce invece alla precedente versione)  non parla più, come in passato, di contratti conclusi “direttamente”  dal preponente, ma solo di contratti conclusi dal preponente (quindi anche non direttamente) e quindi ritiene che  anche in questa seconda ipotesi vada riconosciuta la provvigione indiretta all’agente.[3]

RIASSUMENDO

  • è pacifico che qualora nel contratto venga stipulata una clausola di esclusiva l’agente ha diritto al pagamento delle provvigioni per gli affari conclusi dal preponente con terzi
  • meno pacifica è la questione se la provvigione per gli affari indiretti spetti all’agente della zona dove il cliente poi di fatto invierà la merce per la rivendita (punti vendita)
  • secondo la giurisprudenza il diritto dell’agente a conseguire le provvigioni per le vendite concluse direttamente dal preponente nella zona riservata allo stesso agente,  presuppone che si tratti di vendite concluse da un soggetto, appunto il preponente, in immediato rapporto con la controparte acquirente, senza l’intervento di soggetti interposti e senza ulteriori passaggi intermedi (Cassazione civile, sez. lav., 22/08/2001, n. 11197)
  • parte della dottrina ritiene che l’art. 1748 c.c. nell’attuale versione (la sentenza di cui sopra si riferisce invece alla precedente versione)  non parla più, come in passato, di contratti conclusi “direttamente”  dal preponente, ma solo di contratti conclusi dal preponente (quindi anche non direttamente) e quindi ritiene che  anche in questa seconda ipotesi vada riconosciuta la provvigione indiretta all’agente (cfr. V.SANGIOVANNI. Agente, preponente e diritto di esclusiva)

Cinema & Diritto

Il film può rivelare, come in uno specchio, la percezione sociale diffusa del diritto, il modo nel quale il diritto è “sentito”, vissuto o addirittura subito dalla collettività.
Prof.ssa Elisabetta Pederzini