Il diritto dell’agente di visionare i libri contabili del preponente.

L’art. 1749 c.c. conferisce all’agente il diritto di visionare la documentazione contabile del preponente. Tale norma si prefigge il compito di rendere il più possibile equilibrato il rapporto tra l’agente e il preponente, soprattutto nel caso in cui lo stesso agente non ha poteri di rappresentanza e, pertanto, non è in grado di verificare direttamente quali sono gli affari che sono stati conclusi dal preponente.

Nello specifico, il secondo comma dell’art. 1749 c.c., dispone che:

il preponente consegna all’agente un estratto conto delle provvigioni dovute al più tardi l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre nel corso del quale esse sono maturato.”

Il terzo comma dell’art. 1749 c.c. recita che:

L’agente ha diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni necessarie per verificare l’importo delle provvigioni liquidate e in particolare un estratto dei libri contabili.”

Tale articolo si fonda essenzialmente sul principio di carattere generale, in base al quale il preponente deve agire con lealtà e buona fede nei confronto dell’agente, imponendo al preponente stesso l’obbligo di mettere a disposizione dell’agente, almeno con cadenza trimestrale, un estratto conto, quanto più analitico possibile, delle provvigioni dovute; inoltre, l’agente ha il diritto di verificare che le provvigioni liquidate siano state calcolate correttamente e, a tal fine, di ricevere tutte le informazioni necessarie per verificare tali importi.

L’importanza di tale norma, viene sottolineata dal quarto comma dello stesso articolo, che sancisce l’inderogabilità, anche parziale, degli obblighi ivi indicati:

è nullo ogni patto contrario alle disposizioni del presente articolo.”

In buona sostanza, i documenti sui quali sussiste il diritto di accesso dell’agente saranno (Cfr. Buffa, Bortolotti & Mathis, Contratti di Distribuzione, Wolters Kluver, 2016):

  • le fatture di vendita rilasciate alla clientela;
  • la copia dei libri iva, le bolle di consegna della merce;
  • le ricevute di versamento ENASARCO e comunque tutti quei documenti necessari per la verifica del singolo affare;
  • nonché gli estratti conto provvigionali, il tutto ovviamente riferito alla zona e al periodo nei quali l’agente ha svolto il proprio incarico.

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione (Cass. Civ. Sez. lavoro, n. 19319 del 2016 )

l’agente è titolare di un vero e proprio diritto all’accesso ai libri contabili in possesso del preponente, che siano utili e necessari per la liquidazione delle provvigioni e per una gestione trasparente del rapporto secondo i principi di buona fede e correttezza. Di conseguenza, il preponente, ove richiesto (anche giudizialmente), ha un vero e proprio obbligo di fornire la documentazione e le informazioni richieste dall’agente al fine di consentire l’esatta ricostruzione del rapporto di agenzia.”

Con la sentenza sopra citata, la Cassazione, risponde anche ad un quesito di grande rilevanza pratica, relativo all’onere probatorio: ci si chiede cosa accade se l’agente promuove un giudizio chiedendo di emettere ordinanza di esibizione delle scritture contabili e chiedendo la condanna del preponente al pagamento delle provvigioni, risultanti a seguito di esame dei libri contabili. La Corte a tal proposito ha affermato che:

la richiesta di esibizione documentale avanzata in giudizio dall’agente non può quindi essere considerata generica ed inidonea a colmare un’eventuale lacuna probatoria, giacché, trattandosi di documenti nell’esclusiva disponibilità della preponente e indispensabili ai fini previsti dagli artt. 1748 e 1751 c.c., la preponente ha comunque l’obbligo, in esecuzione del dovere di lealtà e buona fede – anche indipendentemente dall’ordine del giudice – di porli a disposizione dell’agente.”

La Corte inoltre puntualizza che il diritto all’accesso alla documentazione contabile non deve considerarsi funzionalmente e strumentalmente collegato al soddisfacimento del diritto alle provvigioni ed alle indennità collegate al rapporto di agenzia, bensì

incombe comunque sull’agente che agisce al fine di ottenere l’esibizione documentale dedurre e dimostrare l’esistenza dell’interesse ad agire, con circostanziato riferimento alle vicende rilevanti del rapporto (tra cui, in primis, l’invio o meno degli estratti conto provvigionali ed il loro contenuto) e l’indicazione dei diritti, determinati o determinabili, al cui accertamento è finalizzata l’istanza.”

Come si può comprendere, tale tematica è di assoluta rilevanza, posto che dall’art. 1749 c.c. derivano in capo all’agente diritti fondamentali che gli permettono, in definitiva, di provare il proprio diritto al pagamento delle provvigioni.

 

 

Cinema & Diritto

Il film può rivelare, come in uno specchio, la percezione sociale diffusa del diritto, il modo nel quale il diritto è “sentito”, vissuto o addirittura subito dalla collettività.
Prof.ssa Elisabetta Pederzini